Gengive sotto controllo

Secondo le ultime statistiche soffre di disturbi alle gengive il 55 per cento degli italiani. E pochi sanno come affrontarli.
Sicuramente andate dallo specialista appena vi duole un dente. E se vi fanno male le gengive? Forse fate come la maggior parte degli italiani: aspettate sperando che il disturbo passi da solo. Ma è un errore: le gengive sono come le fondamenta di una casa. Solo se le mantenete sane evitate problemi ai denti e alla bocca. «Perfino la più banale delle infiammazioni, se trascurata, può ripresentarsi e trasformarsi, a lungo andare, in una gengivite» spiega Paolo Amori, presidente dell’Andi, l’Associazione nazionale che riunisce i dentisti italiani. Secondo le ultime statistiche soffre di disturbi alle gengive il 55 per cento degli italiani. E pochi sanno come affrontarli. «Ancora oggi, per esempio, c’è la credenza che chi soffre di piorrea sia destinato a perdere i denti» racconta Giuseppe Sfregola, segretario nazionale culturale dell’Andi. «Ma non è vero perché se il problema viene affrontato ai primi sintomi, può essere tenuto sotto controllo». Proprio per aiutare gli italiani a prevenire e curare i disturbi della bocca per tutto il mese di ottobre in più di novemila studi dentistici gli specialisti dell’Andi faranno visite di controllo gratuite e regaleranno ai pazienti un kit per verificare la salute delle gengive. Ma potete anche iniziare a esaminarle da soli, con il test che vi proponiamo qui sotto. Basta che vi mettiate davanti allo specchio e che seguiate le nostre indicazioni. Se scoprite di soffrire di un disturbo, leggete subito i consigli degli esperti, che vi spiegano come curarvi presto e bene.

Dal dentista per curare il cuore
Chi tiene sotto controllo le gengive può evitare altri disturbi di salute. Secondo recenti studi, infatti, le forme più gravi di infiammazione della bocca dipendono anche da un difetto nel sistema immunitario, che non è in grado di difendere l’organismo e che scatena una violenta reazione infiammatoria. Questa reazione non crea problemi solo alle gengive, ma può anche scatenare malattie importanti come quelle cardiache o il diabete. Se soffrite di piorrea o di forti infiammazioni alle gengive fate questi controlli:
- sottoponetevi a un’analisi del sangue per verificare i valori della glicemia, cioè dello zucchero nel sangue, del colesterolo e dei trigliceridi.
- fate una visita di controllo dal medico curante.
- controllate se in famiglia ci sono persone che soffrono di malattie cardiache. In questo caso eseguite un elettrocardiogramma e un ecodoppler alle carotidi.

Il test per scoprirlo
Mettetevi davanti a uno specchio ben illuminato. Fate finta di ridere fino a scoprire le gengive, ma con i denti dell’arcata superiore ben appoggiati a quelli dell’arcata inferiore.
1. Guardate la forma. Quando le gengive sono sane assomigliano a un festone: sono a punta nello spazio tra i denti e formano un semicerchio sopra ognuno di questi. Se in un tratto sono diverse, osservate con attenzione il dente corrispondente: è scuro all’attaccatura, cioè nella parte che aderisce alla gengiva? Allora può esserci un problema di recessione gengivale.
2. Verificate il colore. Deve essere roseo, leggermente più chiaro verso il dente e più scuro nella parte superiore. Una tonalità rosso scuro o addirittura violacea segnala la presenza di un’infiammazione.
3. Osservate l’aspetto. Le gengive devono ricordarvi un nastro adesivo ben aderente alla superficie. Se sono gonfie, hanno una forma bombata, sembrano “rimboccate” sui denti e tumefatte nella parte a punta tra un dente e l’altro, forse soffrite di gengivite.
4. Passate uno spazzolino asciutto e senza dentifricio sulle gengive, senza sfregare troppo energicamente. Se diventano rosse è una reazione normale. Ma se sanguinano può essere un inizio di parodontopatia, cioè di piorrea.

Recessione gengivale, Infiammazioni e gengiviti
Recessione gengivale
La causa più frequente della recessione gengivale, cioè della “scopertura” del colletto dei denti, è l’uso abituale di uno spazzolino eccessivamente duro e strofinato in maniera troppo violenta. Se il disturbo non si risolve, il dolore è destinato ad aumentare progressivamente perché la radice del dente è sempre più esposta.
Che cosa fare. Per prima cosa dovete imparare a usare lo spazzolino correttamente. Anche se guarite il disturbo, continuando a sfregarvi male i denti, il problema presto o tardi si ripresenterà. In particolare, scegliete un modello con le setole di nylon e non naturali, perché sono troppo rigide. Poi usatelo con un movimento che parte dalle radici e va verso il bordo del dente, mai il contrario. Altrimenti, con i continui sfregamenti, rischiate di favorire lo scollamento della gengiva. Quando la recessione gengivale è eccessiva e non guarisce spontaneamente si può ricorrere a un piccolo intervento chirurgico. Il dentista preleva circa un centimetro di tessuto dal palato e lo usa per costruire una specie di “protesi” da aggiungere alla gengiva mancante. La fissa con alcuni punti e applica sopra un particolare cemento che protegge la parte operata per circa una settimana. Trascorso questo tempo dovete tornare dal medico per togliere impacco e punti: la gengiva operata sarà uguale al resto della bocca.


Infiammazioni e gengiviti
Le gengive si possono irritare se lavate i denti male, troppo frettolosamente o meno di due volte al giorno. I residui di cibo, infatti, causano la proliferazione dei batteri presenti in piccole quantità in bocca e portano alla formazione della placca. Si crea, così, un velo sui denti che infiamma le gengive.
Che cosa fare. Può essere utile usare lo spazzolino elettrico al posto di quello normale: riesce a eliminare anche il minimo residuo di cibo ed effettua un vero e proprio massaggio alle gengive, migliorandone l’irrorazione sanguigna. Inoltre la sera, dopo esservi lavate i denti, usate il filo interdentale. Introducetelo delicatamente nello spazio tra un dente e l’altro e portatelo verso le gengive. Quindi, con un movimento oscillatorio, pulite la zona sopra e di lato. È molto efficace, poi, fare almeno due volte alla settimana dei risciacqui con dieci gocce di estratto di timo diluite in mezzo bicchiere di acqua: quest’erba ha un’azione antibatterica.

Gengivite
La gengivite è una forte infiammazione ed è il primo gradino della piorrea. È scatenata sia da una cattiva igiene orale sia da altri fattori che favoriscono la formazione della placca. Come la malposizione dei denti o le protesi inadeguate: in entrambi i casi, è più facile che rimangano dei residui di cibo. Anche il fumo accelera la formazione della placca e indebolisce le gengive.
Che cosa fare. Sottoponetevi a un’accurata pulizia dei denti almeno una volta ogni sei mesi. La seduta dal dentista dura circa 30 minuti a seconda della quantità di placca da eliminare. Dopo la pulizia, per qualche ora potrete provare un po’ di indolenzimento alle gengive. Per accelerare la guarigione, fate bollire un quarto di litro d’acqua, aggiungete un cucchiaio di fiori e foglie di malva, lasciate riposare per 10 minuti, filtrate e fate raffreddare. Usate questo preparato per farvi dei risciacqui. Chiedete anche al dentista se dovete usare lo scovolino, cioè un minispazzolino a forma di cono, nei punti in cui avete delle protesi o dei ponti: così la pulizia di queste zone è più accurata.

Piorrea
La piorrea o parodontopatia nasce da una gengivite trascurata. Ed è più frequente dopo i 40 anni. Oltre a sanguinare, le gengive sono arrossate, fanno male e formano delle tasche. In pratica la placca che intacca i denti si può infiltrare sotto la gengiva, scavando l’osso e creando così delle lesioni. I disturbi diventano più intensi nella settimana prima delle mestruazioni per colpa degli estrogeni, che aumentano la sensibilità al dolore.
Che cosa fare. Il primo passo è la pulizia dei denti per rimuovere il tartaro. Rispetto a quella che viene fatta per la gengivite, questa può essere dolorosa perché vanno pulite anche le tasche gengivali. In questo caso il dentista può farvi l’anestesia. Dopo, dovete fare per una settimana dei risciacqui con un collutorio a base di clorexidina, che ha un’azione antibatterica. Ogni tre, sei mesi, a seconda della gravità del problema, dovete fare una nuova pulizia: la parodontopatia, infatti, non si risolve definitivamente, ma si può tenere sotto controllo. Per avere le tasche il più possibile pulite dovete lavare i denti tre volte al giorno: se non avete acqua e spazzolino a disposizione, a fine pasto mangiate uno spicchio di mela con la buccia o masticate un chewing gum senza zucchero.

Fonte: La redazione