PATOLOGIA:
Diabete insipido
E' questo il sintomo principale del diabete insipido, una malattia che, se tenuta sempre sotto controllo, non compromette la vita di chi ne soffre.
Ecco in che modo affrontarla

Descrizione
Nonostante portino lo stesso nome, sono in realtà due malattie completamente diverse: stiamo parlando del diabete mellito (piuttosto diffuso) e del diabete insipido (più raro).
In quest'ultima malattia, infatti, a differenza della prima, non sono chiamati in causa gli zuccheri e l'insulina.
Il problema risiede, invece, nel fatto che i liquidi non vengono trattenuti dall'organismo in quantità sufficienti al suo funzionamento: il sintomo principale, infatti, è costituito da una diuresi eccessiva.

Due diverse malattie
La diuresi eccessiva, cioè lo stimolo frequente a urinare, è presente in entrambi i tipi di diabete, anche se le ragioni per cui compare sono diverse.
Il diabete mellito
L'aumento della diuresi è la conseguenza di un eccesso di glucosio nelle urine: lo zucchero richiama acqua e aumenta la quantità di urina. In questo caso, la causa della malattia è la mancanza o il cattivo funzionamento dell'insulina*.
Il diabete insipido
Il problema non risiede negli alti livelli di zucchero, ma in un'alterazione della produzione o dei meccanismi di funzionamento dell'ormone Adh, chiamato anche "ormone antidiuretico" o "vasopressina".

Centrale o renale?
Il diabete insipido può essere:
- centrale,
- nefrogenico o renale.
Nel primo caso, manca completamente l'ormone Adh (chiamato anche "vasopressina") o vi è una sua carenza più o meno accentuata, a causa di alterazioni a livello dell'ipotalamo*.
In assenza di cure, la persona può arrivare a produrre fino a 20 litri di urina al giorno, con seri pericoli per la sua salute, a causa della forte disidratazione alla quale va incontro.
Nel caso in cui la carenza di produzione di Adh sia modesta, l'aumento della diuresi sarà limitato a 2-3 litri al giorno.
Nel diabete renale, invece, l'ormone Adh viene regolarmente prodotto dall'ipotalamo, ma non è in grado di adempiere alle sue funzioni a livello dei reni.

Alterazioni
Il diabete renale, invece, non è legato alla produzione dell'ormone Adh (i cui livelli possono essere normali), ma a un'alterazione cromosomica a carico del recettore* dell'Adh o del gene che presiede al canale dell'acqua, cioè all'insieme delle strutture del rene che permettono il passaggio dell'acqua attraverso le loro membrane. Esistono 3 forme di diabete nefrogenico:
- quella legata al cromosoma X, che colpisce solo gli uomini;
- quella autosomica dominante, legata a un'alterazione dei cromosomi non sessuali, che colpisce gli individui che hanno un solo genitore malato di diabete nefrogenico;
- quella autosomica recessiva, che colpisce le persone con entrambi i genitori malati di diabete insipido.
La forma nefrogenica è, dunque, una malattia ereditaria.
Come si manifesta
Tre "spie"

I sintomi principali del diabete insipido sono tre:

- l'aumento della diuresi, cioè del bisogno di urinare (poliuria);
- l'aumento della sete, per compensare la perdita dei liquidi (polidipsia),
- la disidratazione.
Quest'ultima si manifesta con secchezza e perdita di elasticità della pelle, della lingua e delle mucose e con perdita di tonicità dei bulbi oculari (gli occhi risultano infossati).
Uno stato serio di disidratazione, a causa della sofferenza a carico del cervello e degli altri organi, può comportare anche:

- difficoltà di coordinazione,
- rallentamento psicomotorio,
- modificazioni nel comportamento di relazione.

Esami
Diagnosi iniziale
Per essere sicuro che si tratti di diabete insipido, il medico deve prima di tutto accertarsi che la diuresi sia realmente eccessiva.
A tale scopo, la persona deve eseguire la cosiddetta "prova della diuresi elevata": in pratica, deve raccogliere, a casa, le urine delle ultime 24 ore e portarle al medico in un contenitore.
In condizioni normali, l'urina prodotta non dovrebbe superare il litro e mezzo al giorno; in caso contrario, potrebbero esserci problemi.
Dopodichè, si procede con due esami che devono essere sempre eseguiti insieme, cioè:
- l'osmolarità plasmatica, un'analisi del sangue che misura la concentrazione di elettroliti (sali minerali): questo valore non dovrebbe superare i 280 mmOsm/1;
- l'osmolarità urinaria (cioè la concentrazione di sostanze disciolte nelle urine), che si esegue come un normale esame delle urine: questo valore non dovrebbe superare i 300 mmOsm/1.
Infine, attraverso il dosaggio dell'ormone Adh, un altro esame del sangue, è possibile stabilire la quantità di ormone antidiuretico presente nel sangue.
Accertamenti
Nel caso in cui questi esami non fossero sufficienti, si può procedere a ulteriori accertamenti, quali:

- il test della disidratazione: la persona, tenuta sotto stretta osservazione, non deve bere liquidi per un certo periodo di tempo (l'esame può essere prolungato fino a 72 ore, se un calo eccessivo del peso corporeo o altre situazioni di rischio non obbligano a sospendere il test).
Questo esame serve per analizzare i valori dell'osmolarità plasmatica e di quella urinaria;


- il test di soluzione ipertonica, per controllare la quantità di vasopressina presente nell'organismo: a questo scopo, viene infusa alla persona, costantemente monitorata, una soluzione ipertonica (cloruro di sodio al 3 per cento). Se tutto è nella norma aumentando la quantità di sali nel sangue crescono anche i valori dell'Adh; se invece c'è qualche anomalia, i valori dell'ormone non aumentano.
Distinguere
Nel corso della diagnosi, per distinguere tra diabete centrale e nefrogenico, si considerano diversi fattori, tra cui:
- la familiarità,
- l'anamnesi, cioè il racconto dettagliato dei sintomi da parte della persona;
- il fatto che difficilmente il diabete nefrogenico si presenta in forma seria e comporta, quindi, un moderato aumento della diuresi.
Poichè in questo caso la produzione di ormone antidiuretico e' normale, si può effettuare un'iniezione di Adh e valutare, a distanza di mezz'ora, la risposta dell'organismo: in caso di diabete nefrogenico, il valore dell'osmolarità urinaria non aumenta.
Terapia
Con i farmaci
La cura varia a seconda della forma in cui si manifesta la malattia.
Il diabete di tipo centrale si cura con somministrazioni di ormone Adh, disponibile sottoforma di:
- compresse,
- iniezioni sottocutanee,
- spray nasale.
Nel caso del diabete renale, invece, i medicinali utilizzati sono a base di amiloride, una sostanza in grado di normalizzare la diuresi.

Diagnosi difficile negli anziani
La maggiore difficoltà nell'effettuare una diagnosi di diabete insipido dipende dal fatto che, a meno che la malattia si manifesti in modo eclatante, esistono forme lievi, che non comportano particolari disturbi.
Anzi, la persona può arrivare a pensare che la diuresi eccessiva:
- sia una sua caratteristica personale,
- non sia un segnale di allarme.
Spesso la malattia è sottovalutata dalle persone anziane, nelle quali possono essere presenti forme più o meno lievi di diabete insipido dovuto:
- al processo di invecchiamento,
- alla presenza di aterosclerosi*,
- a modificazioni nella sintesi dell'ormone Adh.
Sebbene tali forme non siano particolarmente serie, se vengono trascurate possono diventare pericolose a causa della disidratazione che comportano.
Diabete insipido
Farmaci
Ecco il nome commerciale e il prezzo dei farmaci maggiormente utilizzati per curare il diabete insipido.
Per tutti serve la ricetta e sono tutti mutuabili (appartengono alla fascia A).
Minirin/DDAVP compresse, 30 cpr 01 mg,
Minirin/DDAVP compresse, 30 cpr 02 mg,
Minirin/DDAVP spray nasale 2,5 ml,
Minirin/DDAVP fiale intramuscolo, 10 fiale 1 ml,
Emosint fiale 4 mcg, 10 fiale 0,5 ml,
Emosint fiale 20 mcg. 10 fiale da 1 ml.
Consigli
Una vita normale
Il diabete insipido è una malattia che, se correttamente diagnosticata, può essere ben curata e il malato può condurre una vita normale.
Dovrà, però, fare attenzione:
- ad avere sempre a disposizione i farmaci di cui ha bisogno,
- a evitare situazioni che potrebbero comportare un'elevata perdita di liquidi, come imprese sportive estreme o elevate temperature esterne.

SE E' COLPA DELLE MEDICINE
La modificazione dell'ormone Adh può essere causata dall'assunzione di alcuni farmaci, come per esempio:
- il litio, utilizzato per contrastare la depressione;
- i diuretici tiazidici, impiegati nella cura dell'ipertensione.
Anche la presenza eccessiva di calcio nell'organismo può provocare un aumento della diuresi.
L'aumento di calcio nelle urine, legato per esempio a un disordine delle paratiroidi*, può:
- determinare questo sintomo,
- far pensare che la causa sia il diabete insipido.
Note
i compiti della vasopressina
la vasopressina (adh) è prodotta dall'ipotalamo* ed è l'ormone deputato a regolare i liquidi presenti nell'organismo.
la neuroipofisi, una sorta di "centralina" cerebrale, provvede, a seconda del bisogno, a immettere tale ormone nel sangue.
da qui, l'adh raggiunge il rene, dove esplica la sua azione. più precisamente:
- se si è a corto di liquidi, perchè per esempio si è sudato molto, l'ormone blocca l'eliminazione eccessiva delle urine;
- se, al contrario, si è bevuto tanto, la vasopressina non interviene, dal momento che le riserve d'acqua dell'organismo non corrono il rischio di essere compromesse.

tutte le cause della "voglia di bere"
in un primo momento, il diabete insipido può essere confuso con altre malattie, come per esempio:
- il diabete mellito
- la polidipsia primaria, una malattia psicologica che porta a bere enormi quantità di liquidi, con modificazione della diuresi.
per questo, il primo passo da fare per escludere la presenza di tale malattia consiste nel sottoporsi a una serie di esami.
devono essere escluse anche altre cause, come:
- l'insufficienza renale,
- le malattie del tubulo renale.
esse possono compromettere i meccanismi di filtrazione del sangue.
Diabete insipido